La storia del centro cinofilo
La storia dell’Ombra del Lupo è fatta di soddisfazioni, orgoglio e tanta, tanta frustrazione.
La prima versione del centro è nata da un metro e sessanta di determinazione… e di testardaggine. (Sì, io! )
Sognavo di fare l’educatrice cinofila e mi sono ritrovata a fare anche la commercialista, la carpentiera, l’avvocato, la falegname e chissà quante altre cose.
Il terreno sembrava cemento armato. La rete, alta due metri, aveva un carattere tutto suo e continuava ad arrotolarsi su se stessa invece di stare dove avrebbe dovuto. Ogni giorno sembrava esserci un nuovo problema da risolvere.
Eppure, un pezzo alla volta, il centro ha preso forma.
Era il 2018.
Proprio mentre il primo campo veniva terminato, il mio secondo cane, Ringo, arrivato a diciotto anni, si è addormentato tra le mie braccia.
Per un momento ho pensato di lasciare perdere tutto.
Poi ho capito che quel campo aveva già trovato il suo nome.
Il primo campo dell’Ombra del Lupo è dedicato a lui.
All’inizio era tutto molto… artigianale. Il campo era un po’ storto, il cancello carrabile cadeva quasi a ogni folata di vento e c’erano ancora mille cose da sistemare.
Poi è arrivata una persona che ha deciso di credere nel progetto quanto me.
Insieme — anche se, a dire il vero, più lui che io — abbiamo ricostruito il centro durante un’estate torrida, tra pali, cemento, legno e giornate che sembravano non finire mai.
….
….
Oggi quel terreno è cambiato.
Gli alberi sono cresciuti. Non fanno ancora tutta l’ombra che sogniamo, ma regalano già una piacevole frescura nelle giornate estive.
Ogni recinto, ogni sentiero e ogni panchina raccontano un pezzo di questa storia.
L’Ombra del Lupo non è nato da un investimento o da un progetto perfetto.
È nato dalla voglia di costruire un posto in cui persone e cani possano stare bene insieme.
E, in fondo, continua a crescere esattamente così: un passo, un albero e un cane alla volta
Continua… 😄
La versione completa della storia è in lavorazione. Devo solo mettere un po’ d’ordine tra migliaia di fotografie, qualche ricordo e una discreta quantità di errori che, col senno di poi, sono diventati ottimi aneddoti.
